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Buste paga e contributi

Stipendi badanti 2026: minimi e costi da mettere in conto

Stipendi badanti 2026: minimi e livelli, tre esempi CS con contributi, tredicesima e TFR. Ferie e sostituzioni da conteggiare senza doppie somme.

Cedolino e calcolatrice per confrontare gli stipendi delle badanti

Nella tabella stipendi badanti 2026, una badante convivente di livello CS ha un minimo di 1.193,84 euro lordi mensili; una CS non convivente ha un minimo di 8,30 euro lordi all'ora. Le due cifre appartengono a regimi diversi. Nessuna delle due, da sola, dice quanto spenderà complessivamente la famiglia.

Gli importi qui riportati decorrono dal 1° gennaio 2026 e provengono dalla tabella ufficiale del Ministero del Lavoro, definita con l'accordo dell'11 febbraio. Sono minimi contrattuali lordi, non prezzi medi di mercato e non importi netti garantiti.

Quali minimi trovi nella tabella stipendi badanti 2026?

La tabella A riporta i minimi mensili dei conviventi nel regime ordinario; la C quelli orari dei non conviventi. Per D e DS conviventi va aggiunta l'indennità di funzione indicata a parte. La tabella completa aiuta a confrontare i livelli, ma A, B o C non sono alternative a basso costo per l'assistenza non autosufficiente.

Livello

Convivente: minimo mensile lordo

Non convivente: minimo orario lordo

A

908,10 €

6,51 €

AS

958,55 €

6,76 €

B

983,16 €

7,01 €

BS

1.053,39 €

7,45 €

C

1.123,63 €

7,86 €

CS

1.193,84 €

8,30 €

D

1.404,51 € + 207,69 € di funzione

9,57 €

DS

1.474,73 € + 207,69 € di funzione

9,97 €

Fonte: tabelle A e C ministeriali 2026. Le maggiorazioni e le ulteriori voci eventualmente dovute non sono comprese.

Per una DS convivente, minimo e indennità di funzione sommano quindi 1.682,42 euro mensili lordi. Non fermarti al primo numero della riga e non aggiungere quell'indennità alla paga oraria DS: appartiene alla tabella dei conviventi.

Il regime ordinario di convivenza ha un massimo contrattuale di 54 ore settimanali, entro i limiti giornalieri e con i riposi previsti. Non significa disponibilità continuativa. Se serve copertura mentre la badante riposa, quella necessità va organizzata e conteggiata separatamente.

Quale livello devi cercare nella tabella stipendi badanti?

Prima dell'importo viene il tipo di assistenza. Il contratto collettivo nazionale di lavoro (CCNL) vigente, articolo 9, distingue l'assistenza a persone autosufficienti da quella a persone non autosufficienti, e in quest'ultimo caso considera anche la formazione della lavoratrice. Essere convivente non assegna automaticamente un livello superiore.

Assistenza prevalente

Livello di riferimento

Persona autosufficiente

BS

Persona non autosufficiente, assistente non formato

CS

Persona non autosufficiente, assistente formato secondo i requisiti contrattuali

DS

Gli anni di esperienza non sono da soli il titolo formativo richiesto per il DS. Se ci sono mansioni miste o dubbi sull'autosufficienza, fai controllare l'inquadramento prima di scegliere la riga più economica. La sola compagnia, senza altre prestazioni, è un profilo distinto: non descrive un'assistenza che comprende cura personale o attività ulteriori.

Una badante convivente per meno ore costa in proporzione?

Non puoi dividere automaticamente il minimo mensile per 54 e moltiplicarlo per le ore che desideri. Il CCNL prevede una disciplina specifica per la convivenza fino a 30 ore, con livelli e distribuzioni orarie ammesse: la tabella B non è un part-time generico valido per qualunque assistenza.

Livello previsto nella tabella B

Minimo mensile lordo 2026

B

702,25 €

BS

737,39 €

C

814,60 €

L'articolo 14, comma 2, disciplina questo regime e contempla anche condizioni particolari per gli studenti. Per una normale assistenza a persona non autosufficiente CS o DS, non usare la cifra BS della tabella B solo perché l'orario richiesto è inferiore. Fai verificare la configurazione contrattuale prima di fare il preventivo.

Quali importi valgono per il lavoro notturno?

Assistenza notturna e semplice presenza notturna non sono lo stesso servizio. Le tabelle D ed E riguardano rapporti con condizioni specifiche, disciplinati dagli articoli 10 e 11. Non sono un supplemento standard da sommare alla normale mensilità per ottenere una copertura giorno e notte.

Regime notturno

Minimo mensile lordo 2026

Assistenza a persona autosufficiente, BS

1.211,38 €

Assistenza a persona non autosufficiente, CS

1.372,91 €

Assistenza a persona non autosufficiente, DS

1.695,99 €

Presenza notturna, livello unico

811,09 €

Per la copertura dei riposi di chi assiste persone non autosufficienti, la tabella G prevede altri importi: 8,91 euro lordi all'ora per CS e 10,75 euro per DS. Anche qui occorre verificare che si tratti proprio della fattispecie prevista dal contratto, non applicare questi valori a ogni lavoro nel fine settimana.

Se l'assistito richiede interventi ripetuti durante la notte, descrivi la situazione a chi prepara il contratto. La voce "presenza" deve corrispondere alle attività richieste, non essere una scelta basata sul prezzo.

Come entrano vitto, alloggio e altre indennità?

Vitto e alloggio hanno valori convenzionali, utili per i conteggi contrattuali quando applicabili. Non sono un rimborso in denaro da aggiungere sempre, anche quando vengono già forniti in natura. Le altre indennità dipendono dalle condizioni del rapporto e vanno controllate separatamente, non sommate tutte al minimo.

Nel 2026 la tabella F indica questi valori giornalieri:

Voce

Valore convenzionale giornaliero

Pranzo e/o colazione

2,33 €

Cena

2,33 €

Alloggio

2,00 €

Totale vitto e alloggio

6,66 €

Conta anche quante persone vengono assistite. Per CS e DS che assistono più di una persona non autosufficiente, la tabella I indica un'indennità di 119,66 euro mensili per i conviventi, oppure 0,70 euro all'ora per i non conviventi, alle condizioni contrattuali previste. L'articolo 34 ne consente l'assorbimento in eventuali superminimi individuali di miglior favore. Non è una maggiorazione per ogni componente della famiglia.

La tabella ministeriale comprende ulteriori voci per specifiche condizioni. Fai esaminare il rapporto completo, inclusi eventuali scatti e superminimi, prima di considerare definitivo il solo minimo della riga.

Come passi dalla paga oraria a una stima mensile?

Per una badante non convivente puoi calcolare una base media moltiplicando la paga oraria per le ore settimanali e per 52, poi dividendo per 12. Non è ancora un cedolino: ore retribuite, assenze, festività e altre competenze possono rendere diverso l'importo effettivo del mese.

Esempio illustrativo: CS non convivente, 20 ore settimanali, paga al minimo 2026, senza superminimo e senza altre voci nell'esempio.

  • Base settimanale: 8,30 × 20 = 166,00 euro lordi.

  • Media mensile annualizzata: 166,00 × 52 ÷ 12 = 719,33 euro lordi.

Questa media esclude contributi e altri istituti: non è il costo complessivo e non è il netto da versare. Se l'offerta concordata è superiore al minimo, nel calcolo devi usare la paga effettiva, non quella più bassa della tabella.

Lo stipendio della badante cambia da una regione all'altra?

I minimi del CCNL sono nazionali: la stessa riga CS non ha una tariffa lombarda e una ligure. La paga concordata può essere superiore, ma per confrontare due offerte devi mantenere uguali livello, ore, convivenza e prestazioni. Le medie territoriali sul lavoro domestico non garantiscono questo confronto.

Un esempio concreto viene dal VII Rapporto DOMINA 2025: nelle schede regionali, la spesa familiare media annua è di 9.161 euro in Piemonte e 8.907 euro in Liguria, su dati 2024 (pagine 197 e 212). Comprende però colf e badanti, con rapporti di durata e orario diversi. Non dimostra che assumere una badante a parità di servizio costi meno in Liguria; dividere queste cifre per dodici non restituisce uno stipendio mensile a tempo pieno.

Anche i dati più recenti richiedono attenzione. L'Osservatorio INPS pubblicato il 18 giugno 2026 conta, per il 2025, 804.464 lavoratori domestici con almeno un contributo versato; il 51,3% sono badanti. È una fotografia dell'occupazione registrata, non un listino per un anno intero di assistenza.

Nelle fonti consultate non abbiamo trovato medie regionali delle sole badanti confrontabili per livello, ore e convivenza. Per il tuo budget è quindi più utile partire da configurazioni definite, come quelle sotto, e chiedere preventivi locali sullo stesso orario.

Quanto mettere in conto per una CS a 20 ore, 30 ore o convivente?

Le tre configurazioni mostrano la paga e gli oneri quantificabili con ipotesi comuni. Sono subtotali annualizzati, non costi finali né tre modi equivalenti di coprire la stessa assistenza. Restano da conteggiare calendario effettivo, eventuali sostituzioni e, nella convivenza, la spesa reale per pasti e alloggio.

Assumiamo un rapporto a tempo indeterminato, livello CS per un solo assistito non autosufficiente, minimo 2026, primo anno senza fondo di trattamento di fine rapporto (TFR) precedente. Non ci sono scatti, superminimi, straordinari, lavoro festivo o indennità aggiuntive. Usiamo la contribuzione ordinaria con quota assegni familiari (CUAF), senza regimi pensionistici agevolati. Le 52 settimane retribuite sono una convenzione di budget: non sostituiscono il calendario dei cedolini 2026.

Questi sono gli orari ipotizzati, fuori dalle ferie e dalle festività:

  • 20 ore non convivente: dal lunedì al sabato, 9:00–12:20; domenica libera.

  • 30 ore non convivente: dal lunedì al sabato, 9:00–14:00; domenica libera. Non sono sei ore continuative al giorno: non inseriamo un'indennità pasto propria di quella diversa configurazione.

  • 54 ore convivente: dal lunedì al venerdì, 8:00–13:00 e 15:00–20:00; sabato 8:00–12:00. Sabato pomeriggio e domenica di riposo, pausa giornaliera libera, nessun servizio notturno. La famiglia organizza la copertura fuori turno.

Orario CS convivente: lavoro 8-13 e 15-20 dal lunedì al venerdì, sabato 8-12. Pausa libera; domenica e notti senza servizio.

Esempio CS convivente: cinque giornate da 10 ore e il sabato da 4 fanno 54 ore. La pausa 13-15, il sabato dopo le 12, la domenica e le notti restano fuori turno. Se serve assistenza in quelle fasce, organizza la copertura con la famiglia o una sostituzione. Ferie e festività richiedono il conteggio separato descritto sotto.

CS non convivente: 20 ore settimanali

Componente del modello

Euro annui

Paga base: 8,30 × 20 × 52

8.632,00

INPS a carico della famiglia: 1.040 ore × 1,27

1.320,80

Assistenza contrattuale F2, quota datore: 1.040 × 0,04

41,60

Tredicesima: 8.632 ÷ 12

719,33

Accantonamento TFR: (8.632 + 719,333…) ÷ 13,5

692,69

Subtotale, prima delle voci aperte

11.406,42

Equivale a 950,54 euro al mese da accantonare, prima degli aggiustamenti: non è il netto della lavoratrice. La sola base lorda media resta 719,33 euro.

CS non convivente: 30 ore settimanali

Componente del modello

Euro annui

Paga base: 8,30 × 30 × 52

12.948,00

INPS a carico della famiglia: 1.560 ore × 0,93

1.450,80

F2, quota datore: 1.560 × 0,04

62,40

Tredicesima: 12.948 ÷ 12

1.079,00

Accantonamento TFR: (12.948 + 1.079) ÷ 13,5

1.039,04

Subtotale, prima delle voci aperte

16.579,24

L'equivalente mensile è 1.381,60 euro, sempre prima delle voci aperte; la base lorda media è 1.079 euro. L'INPS non cresce in proporzione alle ore: oltre 24 ore settimanali cambia la fascia applicabile all'intero rapporto.

CS convivente: 54 ore settimanali

Il valore convenzionale mensile di vitto e alloggio è 199,80 euro: 6,66 × 30, come stabilisce l'articolo 36, comma 3, del CCNL. Il moltiplicatore 30 non cambia i 26 giorni lavorativi di ferie.

Per rendere verificabile il compenso ferie, ipotizziamo un rapporto attivo per tutto il 2026 e ferie concordate dal 1° al 30 settembre, senza festività patronali nel periodo: 26 giorni dal lunedì al sabato e quattro domeniche. Vitto e alloggio non sono forniti per l'intero mese; l'eventuale anticipo delle ferie non ancora maturate è concordato. Applicando l'articolo 17, commi 6–7, la quota aggiuntiva è 199,80 ÷ 26 × 26 = 199,80 euro, oltre allo stipendio già compreso nelle dodici mensilità. La guida INPS sulle ferie conferma il criterio del ventiseiesimo della retribuzione mensile comprensiva dell'eventuale indennità. Questo esempio di mese intero non sostituisce il conteggio di periodi diversi o di servizi forniti solo in parte.

Componente del modello

Euro annui

Dodici mensilità: 1.193,84 × 12

14.326,08

INPS a carico della famiglia: 2.808 ore × 0,93

2.611,44

F2, quota datore: 2.808 × 0,04

112,32

Tredicesima, incluso valore convenzionale: 1.193,84 + 199,80

1.393,64

Accantonamento TFR: 18.117,32 ÷ 13,5

1.342,02

Compenso sostitutivo vitto/alloggio, ferie del mese intero: 199,80 ÷ 26 × 26

199,80

Subtotale, senza costo reale dell'ospitalità e altre voci aperte

19.985,30

Equivale a 1.665,44 euro mensili, ai quali non è ancora stata aggiunta la spesa reale per vitto e alloggio. Il valore convenzionale di 6,66 euro non è una stima del costo giornaliero della tua casa.

La base TFR è 14.326,08 + (199,80 × 12) + 1.393,64 = 18.117,32 euro, come nell'esempio CS convivente di Assindatcolf. Comprende il valore convenzionale annuale dell'ospitalità e la tredicesima. Nel nostro caso i dodici mesi di ospitalità si ripartiscono in undici in natura, valorizzati a 2.197,80 euro, e uno sostituito dai 199,80 euro delle ferie: non vanno aggiunti una seconda volta a questa base TFR. L'accantonamento è un costo maturato, non una rata da versare automaticamente ogni mese; un fondo pregresso richiederebbe anche la rivalutazione prevista dal contratto.

Al subtotale CS convivente si aggiungono ospitalità reale, sostituzioni, aggiustamenti del calendario e altre voci per completare il budget.

Il subtotale di 19.985,30 euro appartiene al modello CS convivente qui descritto. Aggiungi il costo reale dell'ospitalità non già pagata come indennità, le sostituzioni necessarie e gli aggiustamenti del calendario e delle altre competenze. La paga delle ferie è già nelle dodici mensilità; i 199,80 euro sostitutivi dell'ospitalità sono già conteggiati per il solo mese intero ipotizzato. Non aggiungerli di nuovo.

Perché questi contributi e non altri?

Nelle tabelle contributive Assindatcolf 2026, per il caso a 20 ore la retribuzione effettiva include il rateo di tredicesima: 8,30 × 13 ÷ 12 = 8,9917 euro, sotto la soglia di 9,61. Il contributo totale è 1,70 euro all'ora, di cui 0,43 della lavoratrice: alla famiglia restano 1,27 euro. Oltre 24 ore sono 1,24 meno 0,31, cioè 0,93 euro dalla prima ora. F2 aggiunge 0,04 euro a carico del datore, non tutti gli 0,06 euro versati.

La quota della lavoratrice viene trattenuta dal lordo: aggiungerla di nuovo al costo significa contarla due volte. Nei prospetti arrotondiamo ogni componente annua ai centesimi e sommiamo le cifre esposte; la media mensile è quel subtotale diviso dodici. Non ricostruiamo l'annuo moltiplicando una paga mensile già arrotondata.

Ferie, festività e sostituzioni: cosa manca ancora?

Le ferie retribuite della titolare sono già comprese nel modello: non devi aggiungere un'altra mensilità per pagarle. Può invece servire una seconda persona. Le festività e il calendario concreto richiedono un conteggio separato, comprensivo degli effetti su contributi e competenze: non sono automaticamente azzerati dai subtotali.

Il CCNL, articoli 16, 17, 39 e 41, è il riferimento per festività, ferie, tredicesima e TFR. Le ferie sono 26 giorni su settimana convenzionale di sei giorni, non 26 turni a prescindere dall'orario. A ore, una giornata di ferie vale un sesto dell'orario settimanale; per la convivente continua la mensilità. Il compenso sostitutivo dell'ospitalità è già nella terza tabella per il mese intero di settembre ipotizzato: non aggiungerlo di nuovo al budget. Se cambiano date o servizi forniti, va ricalcolato.

Anche una festività fuori turno è retribuita. Nei due casi a ore, la quota giornaliera è rispettivamente 8,30 × 20 ÷ 6 = 27,67 euro e 8,30 × 30 ÷ 6 = 41,50 euro. Quando una festività sostituisce un turno già compreso nella base, non sommare entrambe le paghe ordinarie. Per domeniche, santo patrono, recuperi o lavoro festivo occorre applicare il calendario e le regole effettive. Il modello di 52 settimane non equivale a 365 giorni esatti.

Per le sostituzioni, comincia dalle ore scoperte, non da una tariffa generica. Quattro settimane di ferie richiedono, per mantenere i soli turni ipotizzati, 80 ore nel primo caso, 120 nel secondo e 216 nel terzo. Restano due giorni convenzionali di ferie: le ore da coprire dipendono da dove cadono nel turno. Questi conteggi non comprendono le altre fasce in cui l'assistito potrebbe avere bisogno di aiuto.

Indica quante ore copre davvero la famiglia e chiedi un preventivo per le restanti. Chiamiamo S la spesa della sostituzione: un servizio esterno deve precisare ore, imposte e supplementi; un'assunzione diretta richiede anche contributi, ratei, ferie residue e TFR propri. Non basta moltiplicare le ore per la paga netta promessa alla sostituta.

Il budget si completa quindi così: subtotale + aggiustamenti del calendario e delle competenze + S + altre voci del rapporto. Per la convivente aggiungi anche V, il costo reale di vitto e alloggio non già pagato come indennità. S e V non sono zero: sono importi da compilare con il tuo piano di assistenza e le tue spese, non medie regionali inventate.

Come verificare il budget sul tuo rapporto?

Al budget contribuiscono anche gli oneri del datore, la tredicesima, il trattamento di fine rapporto (TFR) e le altre competenze del rapporto. La famiglia deve inoltre sostenere concretamente vitto e alloggio quando previsti. Le eventuali sostituzioni durante ferie e riposi richiedono una stima a parte.

L'INPS pubblica una disciplina contributiva distinta per il 2026. Non ricavare quindi i contributi applicando una percentuale inventata al minimo mensile. La nostra guida ai contributi INPS spiega importi e versamenti; il calcolatore del costo aiuta a impostare il budget con i dati del rapporto.

Per capire quanto pagare nel mese, passa alla busta paga di colf e badanti. Il netto dipende dal conteggio delle singole voci del rapporto; la tabella riporta soltanto i minimi lordi.

Gli eventuali aiuti della famiglia vanno verificati separatamente. Per esempio, l'indennità di accompagnamento ha requisiti propri: non riduce i diritti retributivi della lavoratrice e non va data per scontata nel preventivo.

Cosa controllare prima di concordare lo stipendio?

Per concordare lo stipendio, parti dal lavoro che serve davvero alla persona assistita. Dopo aver verificato livello e regime, completa il minimo con le voci dovute nel tuo caso. Conserva il calcolo insieme agli accordi: servirà anche quando cambieranno ore o necessità di assistenza.

Prima di accettare un importo, controlla che nel prospetto siano riconoscibili:

  • Anno della tabella e fonte ministeriale utilizzata.

  • Livello, convivenza o non convivenza e ore concordate.

  • Unità dell'importo: euro lordi mensili oppure euro lordi all'ora.

  • Paga pattuita, eventuale funzione e altre voci applicabili, senza doppie somme.

  • Componenti ancora escluse dalla stima, soprattutto contributi e accantonamenti.

La tabella stipendi badanti 2026 è il punto di partenza per questo controllo. Per passare al pagamento del mese, usa gli accordi effettivi e verifica il cedolino, non soltanto il minimo nazionale.

Minimi ministeriali verificati il 7–8 settembre 2026, con decorrenza 1° gennaio 2026. Analisi delle fonti dell'11 settembre; modello convivente corretto il 12 settembre 2026. Gli esempi non sono cedolini né preventivi completi: per inquadramento, calendario e condizioni particolari chiedi una verifica sul singolo rapporto.

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